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Lidia Menapace ci ha lasciati

Lidia Menapace é morta a 96 anni, di covid-19 naturalmente, una di quelle figure che per il governatore della regione Liguria non é indispensabile allo sforzo produttivo del paese. Si sa il covid si sta portando via prevalentemente anziani, i nostri nonni, i nostri padri e le nostre madri. Certo dispiace, ma per certe persone, alla Toti, fa anche tirare un bel sospiro di sollievo.

Sono convinto che per la maggioranza del popolo in età produttiva gli ottantenni, i novantenni e forse anche qualche settantenne sono persone che hanno solo anticipato un destino ineluttabile. Per me, che ho conosciuto e amato, Lidia Menapace durante la mia militanza politica, é un pezzo di memoria storica che perdiamo per sempre. La morte di novantenni lucidi, come Lidia, rappresenta un dramma.

Lidia Menapace

Siamo un paese che ha dimenticato, che non legge, che considera il ragionamento e la logica, roba da professoroni antipatici e distanti. L’Italia aveva ancora bisogno di Lidia. Della sua fresca intelligenza da novantaseienne. Lidia fu staffetta partigiana, sui monti del trentino tanto amati. Era pacifista perché aveva conosciuto gli orrori della guerra ed era Femminista perché aveva conosciuto la deriva del patriarcato in salsa Italica. Lidia Menapace fu la prima donna eletta a Bolzano, evento che si palesò solo nel 1952.

Quella della Senatrice Alto Atesina era una mente aperta, libera, brillante e fresca. Partigiana da cattolica, cominciò a fare politica nei movimenti universitari cattolici, fino ad essere eletta nella DC. Lidia Menapace é stata talmente tanto indipendente da fare il percorso contrario al luogo comune per cui si nasce comunisti e si muore democristiani. Passando dalla DC al manifesto, fino a diventare nel 2006 senatrice eletta tra le fila di Rifondazione Comunista.

Covid maledetto, che ti stai portando via l’Italia migliore. Un Paese che  forse non vi merita più.

Simone Di Trapani – Per Babelonline

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