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Salvini a Camilleri: Scrivi che ti passa

Salvini piccato dal disgusto manifestato da Andrea Camilleri, si rivolge allo scrittore con uno “scrivi che ti passa”. Per fortuna il 93 enne di Porto Empedocle lo ha sempre fatto, regalandoci opere straordinarie. Diventato famoso al grande pubblico con la trasposizione televisiva di uno dei suoi personaggi: il commissario Montalbano. È nato in una terra particolarmente fertile per la letteratura. La provincia di Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello. Tra la bellezza dei templi e la complessità della vita un lembo di terra a sud della Sicilia dalle cui sponde si guarda l’Africa.

Camilleri ha vissuto l’orrore del fascismo e della guerra. È cresciuto passeggiando per la magna grecia, tra pescatori e minatori,  siciliani segnati dalla fatica e dalla povertà. Una provincia da cui si emigra a migliaia dalla fine del secolo scorso, praticamente senza sosta. Lo scrittore, in quasi un secolo di vita, ne ha viste di tutti i colori e per fortuna lo ha sempre raccontato, spesso attraverso il commissario Montalbano. Grazie a lui Porto Empedocle diventa Vigata e Donnafugata si riempie di turisti. Ne ha viste così tante che da non cattolico, trattiene i conati di vomito a vedere Matteo Salvini con il rosario in mano. Quel giovanotto che tanto somiglia alle camicie nere tronfie ed ignoranti che segnarono la sua infanzia.

Salvini a Camilleri

Non si tiene l’anziano scrittore e durante un’intervista lo dice con la naturalezza di chi non ne può più. Come reagisce il ministro dell’interno? Quello che ha sempre querelato tutti perdendo più del 90% delle cause. Si inalbera e fa una diretta facebook nella quale invita lo scrittore a fare il suo mestiere: “scrivi che ti passa”, che lui “nel suo piccolo” continua a lavorare e a credere. Non solo per l’ennesima volta il ministro ha perso l’occasione di stare zitto. Ma con la solita boria si prende la briga di attaccare un intellettuale ultranovantenne senza rendersi conto di essere stato solo patetico.

Citando il film “Il giorno della civetta” tratto dall’omonimo romanzo di uno dei conterranei del maestro Camilleri: “….. scende ancora più in giù: agli ominicchi che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi“.

Simone Di Trapani

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